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ANTICHI SAPERI (2006 - C.D.M.)
Il Coordinamento Donne di Montagna fin dai suoi primi passi ha posto particolare attenzione al lavoro delle donne di ieri e di oggi. Le donne sono centrali nella vita socio-economica delle Alpi. In passato hanno contribuito all’economia di montagna promuovendo lo sviluppo della famiglia e della comunità e creando soluzioni innovative per far fronte ai cambiamenti in condizioni ambientali e politiche difficili. Attualmente sono ancora le donne a gestire, ad esempio, le varie strutture ricettive, a sperimentare nuove forme di turismo e a sostenere varie attività lavorative e economiche che permettono di mantenere ancora viva la montagna. Poiché esse sanno conciliare i valori della tradizione con tutto ciò che di innovativo propone la società moderna in continua trasformazione, si ritiene che esse siano una valida risorsa per affrontare in modo concreto lo sviluppo sostenibile della montagna. Con queste premesse nasce l’idea del progetto “Antichi Saperi”, un progetto di raccolta di dati e informazioni che verranno poi elaborate. Le donne saranno contattate e, se disponibili, intervistate e filmate. I dati acquisiti saranno catalogati su schede DEA e resi disponibili a chiunque voglia consultarli. Riteniamo infatti che sia necessario, per rivalutare l’identità delle donne di oggi, recuperare i saperi, le pratiche e la cultura materiale del passato. Il recupero non è fine a se stesso, ma è il presupposto per mettere in discussione e ridefinire il presente. Con questo progetto si vuole tentare, quindi, di rintracciare storie del passato, ma anche del presente per coinvolgere gli abitanti in prima persona nella presa coscienza di sé. Gli obiettivi sono, in sintesi: - documentare e archiviare il patrimonio di conoscenze e di saperi delle donne di montagna; - riscoprire il ruolo della donna nella società montane del passato; - coinvolgere le donne in attività e nuove progettazioni; - restituire al territorio i saperi di un tempo; - rivitalizzare le conoscenze dimenticate e le pratiche in disuso per proporre nuove possibilità di occupazione per le donne e le loro famiglie; - creare una rete locale, nazionale e transnazionale, attraverso tutto l’arco alpino, per divulgare, conoscere e condividere i saperi tra le donne che viono la montagna. Per ottenere qualsiasi risultato è necessaria la collaborazione e l’interesse di molti. Basilare per le attività promosse dal Coordinamento Donne di Montagna è “creare rete” tra le donne e le persone della Val Maira, delle valli occitane è più in generale delle zone alpine. Fare rete significa migliorare le proprie condizioni di vita e lavoro, comunicare le difficoltà, conoscere le opportunità, collaborare per progetti comuni. Certe delle opportunità che possono offrire le donne che vivono e lavorano in montagna, intendiamo estendere il progetto all’intero arco alpino. Ogni zona avrà le sue peculiarità e aspetti specifici da presentare. I saperi e le pratiche nascono, infatti, dalle esigenze avvertite in un determinato contesto. Sono vie di modificazione di sé e della realtà e danno senso e valore ai vari aspetti del proprio territorio. In questa multivocalità di esperienze sarà però possibile trovare anche connessioni e punti di contatto tra realtà diverse. È proprio nel 2007, dichiarato dall’Unione Europea Anno per le Pari Opportunità per tutti, che abbiamo deciso di dare risalto alle esperienze e competenze di donne del passato che possano essere prese a modello per il presente per innescare un processo di presa di coscienza di sé e della propria posizione nella vita sociale e civile. Con l’opuscolo intitolato Antichi saperi e curato dal CDM abbiamo voluto iniziare questo viaggio alla riscoperta di antichi savoir faire. È, però, solo l’inizio di un percorso che intende focalizzare l’attenzione sulle donne e porre in luce il loro operato. Perché i tentativi che ci proponiamo non restino vani sono necessari partecipazione, coinvolgimento, collaborazione. Solo con la condivisione le donne possono farsi artefici dello sviluppo dei territori in cui vivono per non essere più soggetti marginali in società marginali, come sono ritenute quelle montane, ma protagoniste attive del recupero culturale e del cambiamento sociale. Chiunque voglia può, attraverso le cartoline poste alla fine della pubblicazione, contattarci e segnalarci conoscenze, saperi che sono stati tramandati, pratiche del passato o mestieri che si sono riscoperti. Siamo, inoltre, a disposizione per chiunque voglia avere maggiori informazioni, desideri avanzare proposte o richiedere collaborazioni. Un progetto una volta iniziato viene modificato, migliorato nel suo andamento da chi vi partecipa. Consiste, non in un gioco dalle regole pre-definite, ma in un processo in divenire cui ognuno può dare un contributo.


 
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